mercoledì 28 giugno 2023

La differenza tra atei e ateisti

 La differenza tra atei e ateisti

Fermo restando che il discorso su un'eventuale morale atea è intriso di complessità, va compiuto un distinguo tra atei e ateisti.

L'ateo non è di per sé fastidioso, saccente, ignorante, etc... La definizione corrisponde a una persona che non crede nell'esistenza di Dio. C'è da dire che molti non riescono proprio a compiere un distinguo. Senti dire robe del tipo "Sono ateo rispetto alle tre religioni abramitiche". Vai a scavare a fondo nelle tue conversazioni e scopri che il tuo interlocutore "ateo" alla fine crede nella vita dopo la morte e in un "motore" creatore dell'universo. Uno spirito o divinità che può essere immanente o trascendente.

C'è poi la cosiddetta scala di Dawkins. I margini sono piuttosto sfumati, ma i veri atei appartengono al livello 6 e al livello 7. 




L'ateo può essere una persona irreprensibile, rispettosa del pensiero altrui, dei diritti umani, delle diversità, etc. 

La definizione di ateo comprende quella di ateista. Va da sé che non tutti gli atei sono ateisti. Anzi, e per fortuna, solo una percentuale ridotta. L'ateista è il classico "sotuttoio" che, sulla base di staceppa inizia a liquidare qualsiasi questione metafisica. Le categorie dell'ateista sono svariate. Da quello più colto, il cui pensiero è imbevuto di positivismo e/o scientismo, a quello ignorantissimo che afferma che "Dio non esiste" perché "l'ha detto Guzzanti, il Gabibbo, Cassano, etc".

Discorsi facilmente smontabili da parte di chi ha un'adeguata preparazione. Per intenderci, non i sacerdoti sparring partner che hanno discusso con Biglino. L'ateo pacifico è disposto al dialogo e prende in seria considerazione le tue obiezioni, basate naturalmente su fatti e nozioni. L'ateista si arrocca invece sulla sua posizione e parte da postulati balordi, affermando obbrobri del tipo "Gesù non è mai esistito", "Hawking con la teoria del tutto ha dimostrato che Dio non esiste", "Viviamo su un pianetino insignificante"... Sic!

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