lunedì 4 settembre 2023

Il comunista DEVE essere omofobo

 Il comunista DEVE essere omofobo


 

Il titolo di questo breve contributo è volutamente provocatorio e non va preso alla lettera, ma si prefigge di introdurre il tema dell'incoerenza dei pasdaran delle ideologie politiche. Da blog LGBT friendly, come dicono quelli bravi e moderni, il sottoscritto aborra qualsiasi discriminazione nei confronti di queste persone.

Parlare di destra estrema e di simpatizzanti del fascismo è come affermare che la pizza con l'ananas fa schifo. Non vale quindi la pena soffermarsi sulle frange più estreme di coloro che hanno votato per il governo attuale. Come ampissimamente prevedibile da mio figlio neonato, dai gatti di mia sorella, dai conigli di mia cognata e dai gibboni che si possono ammirare gratis all'ingresso dello zoo di Lisbona, parlare di comunismo e fascismo nel 2023 è di una stupidità megagalattica. 

Ovviamente lo è per persone dotate di un minimo di senno. Non per i tizi estremisti di destra e di sinistra che purtroppo ci scartavetrano le gonadi con le proprie deliranti elucubrazioni. 

Il sottoscritto ripudia il fascismo come ripudia la pizza con l'ananas e la pasta con il ketchup. Al contempo, aborra anche i rigurgiti comunisti. Già mi stanno sui cosiddetti coloro che vanno contro la religione, così, a membro di segugio. Ovviamente non mi riferisco all'ateo in sé, ma al famigerato ateista. Il comunista estremo pende dalle labbra di Marx e interpreta alla lettera le sue parole. Esprime un sentimento antireligioso non frutto di ragionamenti (anche sballati), ma perché cozza con i principi "talebani" del comunismo.

Eppure c'è una grossa incoerenza. Prende tutti i deliri di Marx alla lettera (come il neofascista afferma che Benito Merdolini "ha fatto anche cose buone"), magari si informa dai sotuttoio di Quora, però si fa improvvisamente paladino dei diritti degli omosessuali. Afferma che la chiesa e il cattolicesimo vanno contro gli omosessuali. Naturalmente questa è una grossa fake news fatta circolare da kompagni vari, a differenza di quanto spiegato qui.

Nel 1934 Iosif Stalin fece passare l'Articolo 121 del Diritto Penale Sovietico, il quale prevedeva l'internamento nei Gulag di ogni omosessuale o presunto tale.

Sulla DDR la storica Heidi Minning ha spiegato che, fino a pochissimo tempo prima della caduta del muro, il comunismo ostracizzava fortemente gli omosessuali. "Le forze di polizia sono state utilizzate in numerose occasioni per rompere o prevenire gli eventi pubblici di gay e lesbiche. La censura centralizzata ha impedito la presentazione dell'omosessualità nella stampa e nei media elettronici, così come l'importazione di tali materiali".

Che Guevara, le cui magliette campeggiano sovente in occasione dei raduni LGBT, disprezzava gli omosessuali, definiti "pervertiti sessuali". Il noto scrittore cubano Reinaldo Arenas, ha descritto i soprusi da lui subiti, in quanto omosessuale, all'interno delle Umap, i campi di concentramento messi in piedi a cuba dal Che, dove le condizioni per gli omosessuali erano a dir poco disumane.

Guevara aveva affisso un cartello con la scritta: «Il lavoro vi renderà uomini». Mandava nei campi di concentramento «chi ha commesso peccati contro la morale rivoluzionaria», ovvero "gay, trans e lesbiche". Emilio Bejel nel saggio «Gay Cuban Nation» scrive che queste persone «che non rientravano nel modello dell'uomo nuovo proposto dal Che, uno dei più convinti leader omofobici dell'epoca». 

Per non parlare della nulla considerazione che nutrivano gli esponenti del PCI italiano nei confronti degli omosessuali. Basta pigiare il ditino su Google.

Il "kompagno" di turno obietterà affermando che i tempi si sono evoluti. Benissimo, ed è giusto che i nuovi "kompagni" non portino avanti più quelle schifose campagne omofobe di cui si erano resi protagonisti i propri predecessori. Eppure, per intelligenza limitata o faccia come il sederino, non si prova a riformulare i propri pregiudizi antireligiosi... 


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