mercoledì 18 ottobre 2023

La religione è l'occhio dei popoli




Il ritornello di Marx secondo cui la religione è "l'oppio dei popoli" è più fastidioso di una zanzara. L'espressione è tratta dal manoscritto "Per la critica della filosofia del diritto di Hegel". Scriveva Marx: "La religione è coscienza di sé e il sentimento di sé dell'uomo che non ha ancora conquistato o ha già di nuovo perduto se stesso".

Secondo il filosofo di Treviri, l'essere umano poteva raggiungere la felicità reale eliminando la religione in quanto illusoria felicità del popolo. Abbiamo invece visto come ad andare incontro alla vera illusione sono stati coloro che si sono illusi (verbo utilizzato non a caso) di inseguire quella felicità facendo affidamento su loro stessi.

Le affermazioni di Marx sono aprioristiche, arbitrarie e unilaterali. Lui esclude il Trascendente senza motivarlo. Altri filosofi, seppur in maniera goffa, hanno provato a elaborare dimostrazioni di questa presunta inesistenza di Dio. Filosofi, scientisti o entrambi. Risultati quantomeno rivedibili, ma almeno ci hanno provato. Marx, al contrario, si è ingarbugliato in un ginepraio senza via d'uscita. La storia ha dimostrato che le sue idee scaturiscono dalla "paura della luce", hanno portato all'illusione della natura e al fallimento dei movimenti da esse emersi.

Al contrario, la religione va avanti ed è sopravvissuta a tempeste. "Occhio dei popoli" nel senso che è definibile come l'elemento attraverso il quale vedono il mondo. Sarà un bisogno intrinseco, ma è innato. Il senso religioso appartiene esclusivamente alla nostra razza. Alcuni animali (non ultimi i corvi) si rendono protagonisti di rituali funerari, ma la religione è un fenomeno ben più complesso.

La religione è il mezzo, la prospettiva attraverso il quale vediamo il mondo. A ciò non sfugge nessun essere umano, anche quelli che si ritengono non credenti. Tanti "atei devoti" hanno affermato candidamente che qui in Italia "non possiamo non dirci cristiani". In Italia come un po' in tutta Europa, in Sud America, in tante zone africane ed asiatiche, etc...


Nei Paesi arabi non possono non dirsi musulmani, in molte zone asiatiche non possono non dirsi buddhisti, hindu o shinto. Tante religioni significano che la religione è falsa? Al contrario! Trattasi di rivelazioni diverse, a seconda del contesto geografico, del vissuto e della storia. Noi vediamo il mondo da cristiani, i giapponesi lo vedono da shintoisti, gli indiani da hindu, i sauditi da musulmani. Eppure c'è l'unico denominatore comune. In zone diverse del mondo e in periodi diversi l'essere umano ha sviluppato il senso religioso. L'occhio dei popoli. 

Caso e contingenze? I filosofi della scienza facciano i filosofi della scienza. Se vogliono fare proselitismo di ateismo, fanno breccia solo tra gli ignoranti. Una persona sveglia che ascolta un ateista come Pievani o Vallortigara (il primo filosofo della scienza, il secondo neuroetologo), al contrario, rafforza la propria fede religiosa...

lunedì 4 settembre 2023

Il comunista DEVE essere omofobo

 Il comunista DEVE essere omofobo


 

Il titolo di questo breve contributo è volutamente provocatorio e non va preso alla lettera, ma si prefigge di introdurre il tema dell'incoerenza dei pasdaran delle ideologie politiche. Da blog LGBT friendly, come dicono quelli bravi e moderni, il sottoscritto aborra qualsiasi discriminazione nei confronti di queste persone.

Parlare di destra estrema e di simpatizzanti del fascismo è come affermare che la pizza con l'ananas fa schifo. Non vale quindi la pena soffermarsi sulle frange più estreme di coloro che hanno votato per il governo attuale. Come ampissimamente prevedibile da mio figlio neonato, dai gatti di mia sorella, dai conigli di mia cognata e dai gibboni che si possono ammirare gratis all'ingresso dello zoo di Lisbona, parlare di comunismo e fascismo nel 2023 è di una stupidità megagalattica. 

Ovviamente lo è per persone dotate di un minimo di senno. Non per i tizi estremisti di destra e di sinistra che purtroppo ci scartavetrano le gonadi con le proprie deliranti elucubrazioni. 

Il sottoscritto ripudia il fascismo come ripudia la pizza con l'ananas e la pasta con il ketchup. Al contempo, aborra anche i rigurgiti comunisti. Già mi stanno sui cosiddetti coloro che vanno contro la religione, così, a membro di segugio. Ovviamente non mi riferisco all'ateo in sé, ma al famigerato ateista. Il comunista estremo pende dalle labbra di Marx e interpreta alla lettera le sue parole. Esprime un sentimento antireligioso non frutto di ragionamenti (anche sballati), ma perché cozza con i principi "talebani" del comunismo.

Eppure c'è una grossa incoerenza. Prende tutti i deliri di Marx alla lettera (come il neofascista afferma che Benito Merdolini "ha fatto anche cose buone"), magari si informa dai sotuttoio di Quora, però si fa improvvisamente paladino dei diritti degli omosessuali. Afferma che la chiesa e il cattolicesimo vanno contro gli omosessuali. Naturalmente questa è una grossa fake news fatta circolare da kompagni vari, a differenza di quanto spiegato qui.

Nel 1934 Iosif Stalin fece passare l'Articolo 121 del Diritto Penale Sovietico, il quale prevedeva l'internamento nei Gulag di ogni omosessuale o presunto tale.

Sulla DDR la storica Heidi Minning ha spiegato che, fino a pochissimo tempo prima della caduta del muro, il comunismo ostracizzava fortemente gli omosessuali. "Le forze di polizia sono state utilizzate in numerose occasioni per rompere o prevenire gli eventi pubblici di gay e lesbiche. La censura centralizzata ha impedito la presentazione dell'omosessualità nella stampa e nei media elettronici, così come l'importazione di tali materiali".

Che Guevara, le cui magliette campeggiano sovente in occasione dei raduni LGBT, disprezzava gli omosessuali, definiti "pervertiti sessuali". Il noto scrittore cubano Reinaldo Arenas, ha descritto i soprusi da lui subiti, in quanto omosessuale, all'interno delle Umap, i campi di concentramento messi in piedi a cuba dal Che, dove le condizioni per gli omosessuali erano a dir poco disumane.

Guevara aveva affisso un cartello con la scritta: «Il lavoro vi renderà uomini». Mandava nei campi di concentramento «chi ha commesso peccati contro la morale rivoluzionaria», ovvero "gay, trans e lesbiche". Emilio Bejel nel saggio «Gay Cuban Nation» scrive che queste persone «che non rientravano nel modello dell'uomo nuovo proposto dal Che, uno dei più convinti leader omofobici dell'epoca». 

Per non parlare della nulla considerazione che nutrivano gli esponenti del PCI italiano nei confronti degli omosessuali. Basta pigiare il ditino su Google.

Il "kompagno" di turno obietterà affermando che i tempi si sono evoluti. Benissimo, ed è giusto che i nuovi "kompagni" non portino avanti più quelle schifose campagne omofobe di cui si erano resi protagonisti i propri predecessori. Eppure, per intelligenza limitata o faccia come il sederino, non si prova a riformulare i propri pregiudizi antireligiosi... 


martedì 8 agosto 2023

La GMG e i quattro gatti delle "streghe"

La GMG e i quattro gatti delle "streghe"



Ha avuto luogo a Lisbona la Giornata Mondiale della Gioventù. Un evento straordinario, alla presenza di Papa Francesco, che ha avuto un'affluenza enorme. Secondo i dati ufficiali, nella giornata finale erano presenti 1,5 milioni di persone. Dati ben rendicontati e non ingigantiti come succede in occasione di manifestazioni propagandistiche.

Orbene, in Italia si leggono sul web "le nipoti delle streghe che non siete riusciti a bruciare". Chiaro riferimento all'inquisizione e alla caccia alle streghe. Si tratta chiaramente di un periodo nero in cui, nel dispregio dei principi cristiani, più gruppi di fanatici si sono resi protagonisti di atti immondi nel nome del Cristianesimo. Crimini prontamente condannati dai cristiani, per la serie "Not in my name".

Al contrario, i crimini nel nome del comunismo e del fascismo sono perfettamente coerenti con i lineamenti di questi regimi sanguinari. L'ateismo più becero e bieco è una manifestazione lampante di queste ideologiche malate ed estremiste. Se la società ha preso fortemente le distanze dal fascismo, purtroppo i rigurgiti comunisti sono vivi più che mai. Epigoni di un regime sanguinario ma che gode ancora della simpatia di alcune ali della stampa mainstream.

A Lisbona vi sono stati eventi per la GMG in ogni angolo della città. La partecipazione è stata sconfinata e ha abbracciato ogni angolo della città. In uno di questi angoli ha confluito una manifestazione di contestazione. Una ragazza ha gridato "Siamo le figlie delle streghe che la Chiesa cattolica ha bruciato". Manifestazione sponsorizzata da vari gruppi comunisti e a cui hanno partecipato per la maggior parte studenti di filosofia. Come se i filosofi fossero tutti atei e anticlericali. I fatti incontrovertibili riportano l'esatto contrario.

Fatto sta che le due manifestazioni si sono tenute a distanza di 50 metri. I partecipanti all'evento della GMG avrebbero potuto reagire e fischi e pernacchie, ma hanno semplicemente pòrto l'altra guancia, ignorando bellamente la manifestazione delle "streghe". A quest'ultima era presenta anche qualche giornalista ideologizzato e ci ha fatto un articolo. I partecipanti all'evento della GMG si sono limitati a compatire questi personaggi, lasciandoli cuocere nel proprio brodo.

Il cristiano medio è dotato del giusto senno per comandare le nefandezze commesse nel nome del Cristianesimo, ma che con quest'ultimo c'entrano meno di zero. Il messaggio distopico di manifestazioni di questo tipo segna una linea di continuità con alcune degenerazioni del passato ed è perfettamente coerente con esse. 

I "figli delle streghe" evidentemente sono schiattati d'invidia nell'assistere a una manifestazione in cui si sono condannati strenuamente gli abusi del clero portoghese, in cui le persone hanno partecipato a un evento all'insegna dell'amore, della civiltà e della fratellanza, in cui il Pontefice ha diffuso messaggi di amore e valori forti. Valori che rappresentano l'essenza del Cristianesimo, in totale contrapposizione ai suddetti epigoni.


mercoledì 2 agosto 2023

Lettera dal 2100

 Lettera dal 2100

Questa "Lettera dal 2100" fa da contraltare a quella catastrofista e terroristica pubblicata da "Il fatto quotidiano".



Cari amici del 2023, vengo dal futuro e mi sono permesso di inviarvi questa lettera utilizzando la vostra vecchia tecnologia e-mail per darvi notizie dal 2100. 

Il mondo in questi 76 anni e pochi mesi è migliorato in maniera straordinaria. Non tutti i problemi sono stati risolti, non è lo specchio del Paradiso ma ci stiamo avvicinando a questo modello. Dovete sapere che le grandi potenze hanno ragionato e capito che una guerra a suon di IA e armi nucleari non avrebbe giovato a nessuno. Nel corso dei decenni vi sono stati focolai in varie zone del mondo, ma sono stati tutti bloccati.

A livello geopolitico sono cambiate varie cose. L'Europa si è unita in un'unica nazione, pur mantenendo tratti distintivi e governi decentralizzati delle vecchie nazioni. Sono rimasti anche i campionati nazionali. Le capitali si alternano. Attualmente la capitale d'Europa è Roma, ma si sono avvicendate Madrid, Parigi, Berlino, Lisbona e Oslo. Il Regno Unito resta invece una nazione a parte.

Ricordate il conflitto russo-ucraino? Si è sciolto come neve al sole. La Russia non esiste più, ma vi sono 10 repubbliche. Dopo sanguinosi conflitti iniziali interni, sta regnando la pace tra queste repubbliche, con l'Ucraina (ora regione europea) e con il resto del mondo. I Talebani sono stati sconfitti oramai 70 anni fa. L'Afghanistan è da circa 30 anni uno dei fiori all'occhiello dell'Asia. Vige la libertà di culto, è aumentato esponenzialmente il numero di cristiani, anche se continua la maggioranza musulmana. I non credenti possono dire di esserlo apertamente. Le donne sono totalmente emancipate da oltre mezzo secolo. Così come in Arabia Saudita.

E l'Iran? Il regime è stato rovesciato negli ultimi decenni del secolo da poco finito. Non è stato facile, ma il Paese si sta avviando verso una transizione favorevole e un progresso notevole.

Con la risoluzione del problema del cambiamento climatico, l'Africa ha compiuto un salto in avanti non indifferente. Gli accordi commerciali con il resto del mondo sono vantaggiosi per ambo le parti. I nuovi sistemi di irrigazione e controllo del clima, portati avanti congiuntamente da scienziati cinesi, europei e americani, sono stati una manna dal cielo per il mondo. In Uganda non si superano i 40 gradi in estate mentre gli inverni non sono eccessivamente freddi. Kigali è tra le città più avanzate al mondo e vanta il centro di ricerca spaziale più avanzato d'Africa.

La popolazione mondiale non ha superato gli otto miliardi e vi sono risorse per tutti. Certo, vi sono ancora aree svantaggiate, ma si conta di risolvere questi problemi entro la fine di questo nuovo secolo. L'Intelligenza Artificiale al servizio della popolazione è stata una grande conquista. Grazie alla geolocalizzazione e a un'IA sempre più sofisticata, la criminalità nelle zone coperte è praticamente scomparsa. A delinquere sono solo i matti. Le mafie sono state sgominate in quattro e quattr'otto. Grottesco quel tentativo di alcuni esponenti dei cartelli colombiani di sparare contro i robot poliziotti e contro il loro velivolo di ultima generazione. 

L'aspettativa di vita è aumentata come mai prima. Il 90% delle persone nate dal 2000 in poi vive almeno 100 anni. Grazie alle nuove tecnologie mediche, è facile lavorare in perfetta salute fino agli 80 anni. Il ricambio generazionale c'è, proprio perché i nuovi lavori non mancano. L'IA ha bisogno costante di essere assistita dall'essere umano. I tumori sono un lontanissimo ricordo. Nei primi decenni dello scorso secolo sono arrivati i vaccini, accolti tra la diffidenza e le offese dei no vax. I pochi tumori sfuggiti al vaccino sono curabili con semplici pillole. Ricordo la vostra Aspirina.

E le religioni? Beh, la moda della secolarizzazione è passata. Si è tornati fortemente alla spiritualità e alla religione. La quasi totalità del mondo abbraccia il teismo, rigettando però dogmi anacronistici. Basti pensare che oramai nessuno pretende più di imporre costumi religiosi. La polizia morale iraniana è un lontanissimo ricordo. L'Islam ha preso piede in alcune aree del mondo. I musulmani sono persone estremamente pacifiche, che evitano di prendere certi dettami alla lettera. L'Italia ha riscoperto il cristianesimo, così come gli Stati Uniti. Vanno però forte anche forme di New Age, in particolare in Cina.

Siamo andati nello spazio svariate volte. Si è concluso comunque che ricreare condizioni di vita su Marte (ricordate il cubo saudita del 2030) è utopistico e troppo dispendioso. Restano però resort e stazioni turistiche su altri pianeti. I costi sono elevati, ma i ricchi ci vanno comunque. Ma queste missioni hanno scoperto una grande utilità.

E i nostri mari? Grazie alle tecnologie attuate verso la metà dello scorso secolo, l'IA è riuscita a compiere una bonifica smart. E volete sapere dove vengono smaltiti i rifiuti in maniera ecosostenibile? Esatto, sugli altri pianeti! Non verso il sole, proprio per evitare i rischi di tempeste solari.

Tutto questo progresso è stato reso possibile dal buon senso delle nuove generazioni. Queste ultime hanno compreso problemi e rischi. Hanno appurato che navigare tutti nella stessa direzione avrebbe portato a benefici reciproci e il mondo ha virato verso il bene.

martedì 1 agosto 2023

Covid, guerra, cambiamento climatico: grande reset?

 Covid, guerra, cambiamento climatico: grande reset?

Doverosa premessa: il sottoscritto reputa covid, guerra e cambiamento climatico problemi effettivi e seri




L'Antartide ha registrato la temperatura più bassa dal 2017 (-83,2 gradi celsius). Per contro, il record nazionale di calore (52,2 gradi celsius) è stato battuto a Sanbao (Cina) il 16 luglio. Evidenze in base alle quali non si può negare il cambiamento climatico, fatto inoppugnabile.

Ma cos'è il "grande reset" o "grande ripristino"? Si tratta di una proposta del World Economic Forum (WEF) per rilanciare l'economia mondiale a seguito della pandemia di covid-19. Klaus Schwab, fondatore appunto del WEF, ha avanzato la proposta assieme all'allora Principe Carlo, divenuto poi re. Per le teorie del complotto, il grande reset sarebbe il preludio al Nuovo Ordine Mondiale in cui una cerchia ristretta di personaggi appartenenti alle élite prenderebbe il controllo del mondo.

Covid, guerra e cambiamento climatico sarebbero, giustappunto, i pretesti per portare avanti questo reset e instaurare il Nuovo Ordine Mondiale. Teorie additate come complottiste e senza alcun fondamento. Da parte mia credo che ci sia tantissimo di ricamato e che le fake news complottiste possano essere facilmente smentite. Eppure non sempre tornano i conti della narrazione ufficiale.

Il sottoscritto ha deciso di vaccinarsi contro il covid e lo ha fatto nel 2021. Ha preso il covid a Natale 2020 prima che venissero commercializzati i vaccini su larga scala. Fermo restando la fiducia nel vaccino, non posso non constatare che i virologi star e tanti divulgatori scientifici sono usciti con le ossa rotte da questa storia.

La sicumera con cui si esprimevano è inversamente proporzionale alla fallacia delle previsioni. Personaggi che prima negavano il pericolo poi millantavano un'efficacia pressoché totale dei vaccini. Ciò ha fatto sì che troppa gente allentasse l'attenzione, provocando ulteriori contagi e, quindi, decessi. Questi personaggi prima sottovalutavano il problema, poi hanno paventato scenari catastrofistici. Oramai non si parla più di emergenza covid da oltre un anno.

Il focus è passato sulla guerra. Anche qui, spinti da propaganda becera multifazione, sono spuntati come funghi dei superesperti politologi. Putin veniva descritto come un pazzo scriteriato, pronto a premere il grilletto dell'atomica da un momento all'altro. Veniva diffuso come reale lo scenario di "inverno nucleare" e Russia che avrebbe gettato armi nucleari sull'Ucraina e sul resto del mondo. La popolazione mondiale era terrorizzata.

A un anno e mezzo oramai dall'inizio della guerra, certe previsioni sono state clamorosamente smentite. Un rigattiere può avere più attendibilità in materia di guerra rispetto a personaggi cui vengono elargite ingenti somme per fare propaganda di regime. Fatto sta che Putin è un assassino freddo calcolatore, ma non un pazzo. Oltre un anno fa venivano diffuse fake news di una sua morte imminente.

Intanto la guerra si sta protraendo. La NATO è sempre vigile e l'Ucraina è pronta a riprendersi i territori. Si parlava di dissoluzione della Russia e risorse fino ad agosto 2022. Come se, appunto, ci trovassimo al cospetto di un gruppo di matti e/o incompetenti. Sarà una lunga partita a scacchi. Adesso Mosca è pronta al dialogo ma Kiev rifiuta. Una partita a scacchi, che si chiuderà con il classico "abbandono" e senza "armi nucleari", a differenza di quanto paventato da qualche terrorista dell'informazione.

Stesso discorso per la comunicazione sul "cambiamento climatico". Anche in questo caso i cosiddetti "divulgatori scientifici" fanno a gara a chi la spara più grossa. A seconda della prospettiva o del punto di vista, il Paese che inquina di più è un Paese diverso a seconda di chi diffonde la notizia. Per gettare ulteriore terrore, vengono rilevate temperature sull'asfalto. Chiunque dotato di un minimo di alfabetizzazione riconosce che l'asfalto può avere temperature anche di 60 gradi, soprattutto quando non vi sono alberi a protezione.

Vi è poi la fazione opposta della disinformazione, cui appartengono coloro che negano o minimizzano il cambiamento climatico. Basta osservare dati empirici (fermiamoci semplicemente agli eventi estremi accaduti in Italia a luglio 2023) per appurare che questo cambiamento climatico è reale è che vi è un'incidenza dell'essere umano.

Fino a che punto tale incidenza è di origine antropica? Domanda da un milione di dollari. I dati che si leggono sono contrastanti e perlopiù propagandistici. Da una fazione all'altra. Ciò è tuttavia irrilevante sui provvedimenti futuri. L'uomo può ancora invertire la situazione. Eppure i decisori e alcuni scienziati millantano improbabili misure come "mangiare insetti", "cuocere la pasta fuoco spento", "fare docce sempre più brevi", "usare l'elettrico".

Loro intanto si recano ai summit per il clima utilizzando inquinantissimi jet, mangiano aragoste e sprecano cibo, si muovono su auto private di grossa cilindrata, ovviamente a diesel o benzina. 

Esortano le persone a effettuare questa fantastica transizione all'elettrico. Ci sono movimenti, in primis il famigerato "Ultima generazione", che cavalcano l'onda, spinti dal famoso Climate Emergency Fund, per stessa ammissione del movimento italiano. Chi sono questi filantropi dietro al CEF? Basta pigiare il ditino su Google per comprendere che questi personaggi non possono non essere animati da un mero spirito ambientalista o senso civico.

Tanto chi se ne frega degli africani. Per questi figuri l'Africa può anche crepare, con i suoi abitanti e le sue foreste. E lo si evince non da siti complottisti, ma da un articolo di Repubblica (non proprio una testata anti-sistema) che cita l'ONU. "Due più due fa quattro", come dice il vecchio adagio.

L'incidenza antropica non la sapremo mai. Il divulgatore 2.0 assume le vesti del mago Otelma o di un bookmaker qualsiasi. Tutti dati certissimi e incontrovertibili, ma in contraddizione tra loro. La cosa certa è che il problema del cambiamento climatico è reale e qualsiasi negazionismo è fuori luogo. Coloro che si riempiono la bocca di buoni propositi, e agiscono all'opposto, danno purtroppo un pessimo esempio, innescando questa spirale di critiche e complottismo.

Altra considerazione: sapete quali sono le categorie religiose maggiormente ossessionate dall'incidenza antropica sul cambiamento climatico? Atei e cattolici. I primi sono i promotori della "religione verde", seguaci di Greta e affini. I secondi seguono pedissequamente quanto impartito dal Vaticano e dal Papa. Si "pappagalleggia" all'ennesima potenza.

Pertanto, si possono nutrire dubbi e riscontrare incongruenze rispetto alla narrazione ufficiale pur non credendo a un Nuovo Ordine Mondiale. Sembra tuttavia palese che non tutto che ci viene propinato dai mezzi di informazione mainstream e dai bardi e dai guitti allineati possa essere reputato veritiero.

A questo punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto...

venerdì 14 luglio 2023

Il Cristianesimo NON condanna l'omosessualità

 Il Cristianesimo NON condanna l'omosessualità




Un'interpretazione fondamentalista della Bibbia può portare a pensare, in maniera del tutto distorta, che il Cristianesimo condanni l'omosessualità. Alla base dell'affermazione secondo cui la Bibbia esprime chiaramente "che l'omosessualità è proibita da Dio" figurano una scarsa erudizione biblica e un pregiudizio culturale.

Lo studio dell'interpretazione biblica prende il nome di ermeneutica e ci aiuta ad affrontare questo tipo di domande. L'ermeneutica consiste in ciò che facciamo quando esaminiamo un testo e ci chiediamo non solo "che cosa dice", ma "che cosa significa?". Nel chiedere "cosa dice la Bibbia sull'omosessualità" (o, meglio, "cosa dice la Bibbia sull'attrazione per una persona dello stesso sesso"), il nostro compito è quello di esplorare il significato dei passi biblici pertinenti sull'argomento nel loro contesto originale e il loro significato per noi oggi. In particolare, cerchiamo di stabilire se gli scrittori biblici stavano condannando pratiche specifiche legate alla sessualità nel mondo antico, o se stavano effettivamente condannando tutte le relazioni omosessuali di qualsiasi tipo per il resto del tempo.

Per molti evangelici e altri cristiani conservatori, il Cristianesimo condanna l'omosessualità. La loro interpretazione è che le relazioni omosessuali non sono in grado di rispecchiare l'intento creativo di Dio. Essi esprimo la convinzione di fondo che la differenziazione sessuale sia una parte indispensabile del matrimonio cristiano. Quest'ultimo punto è di enorme importanza, perché secondo il Nuovo Testamento il matrimonio è un simbolo primario dell'amore tra Cristo e la sua amata "sposa", la Chiesa... Per loro, le coppie dello stesso sesso (e i single, se è per questo) sono esclusi dalla partecipazione a questo simbolo sulla base della mancata realizzazione di una o più dimensioni di una categoria spesso vaga, definita "complementarità di genere".

Ricordate il Discorso della montagna? Fu fondamentale per spingere i primi cristiani a decidere di includere nella chiesa primitiva i gentili che non osservavano la legge dell'Antico Testamento (Atti 15:1-19). Ha gettato anche le basi delle argomentazioni cristiane che hanno messo fine alla schiavitù e ha sostenuto i movimenti per l'uguaglianza delle donne nel corso della storia della Chiesa.

Il Cristianesimo non approva mai l'oppressione. La sofferenza deve essere redentrice. La sofferenza redentrice non appoggia le forze oppressive, ma esprime sempre una opposizione contro di esse. Per questo e tanti altri motivi, i cristiani hanno la necessità morale di rivedere la loro interpretazione di ciò che la Bibbia dice a proposito del mondo LGBTQ+.

La quantità di dati culturali, storici e linguistici relativi al funzionamento della sessualità nelle culture degli autori biblici dimostra che ciò che veniva condannato nella Bibbia è molto diverso dalle relazioni omosessuali impegnate che conosciamo e vediamo oggi.

Le storie di Sodoma e Gomorra (Genesi 19) e della concubina del levita (Giudici 19) riguardano la violenza sessuale e lo stigma del Vicino Oriente antico verso la violazione dell'onore maschile. L'ingiunzione che "l'uomo non deve giacere con l'uomo" (Levitico 18:22, 20:13) è coerente con il contesto di una società preoccupata per la propria salute, per la continuazione della discendenza familiare e per il mantenimento della distinzione di Israele come nazione. Ogni volta che il Nuovo Testamento affronta l'argomento in un elenco di vizi (1 Corinzi 6:9, 1 Timoteo 1:10), è più che probabile che l'argomento riguardi lo sfruttamento sessuale di giovani uomini da parte di uomini più anziani, una pratica chiamata pederastia. Ciò che leggiamo nella lettera dell'apostolo Paolo ai Romani si inserisce in una più vasta accusa contro l'idolatria e la lussuria eccessiva ed egocentrica, dettata dal desiderio di "consumare" piuttosto che di amare e di servire.

Da Genesi 2, a Matteo 19, a Efesini 5, ciò che questi passaggi rendono esplicito (e che riecheggia in tutto il resto delle Scritture) è ciò che abbiamo menzionato prima: il matrimonio è sacro per i cristiani perché può rappresentare l'amore duraturo tra Cristo e la Chiesa. L'unione cristiana crea un'opportunità per vivere l'amore di Dio. 

Coloro che non sono sposati ma non sono LGBTQ+, come i single o le persone il cui coniuge è deceduto, sono accolti come cristiani. Il punto più importante è che il disegno di Dio per l'unione cristiana consiste nel riflettere l'amore più vero e più dolce che si possa conoscere, cioè l'amore autodonante, duraturo e liberatorio tra Dio e la creazione, reso possibile da Cristo. Tante coppie LGBTQ+ hanno vissuto e continuano a vivere oggi questo compito. Non c'è alcuna esclusione di sorta, tantomeno in "Sodoma e Gomorra". 

L'esegeta spiega che i passi delle Scritture vanno inoltre letti nel loro contesto storico. 2000 anni fa o poco meno non si aveva idea di cosa fosse la comunità LGBTQ+, ragion per cui come si può pensare a una condanna? Come ha sottolineato lo studioso del Nuovo Testamento Daniel Kirk, i cristiani di oggi farebbero bene, in base alla tradizione degli apostoli e alla nostra attuale testimonianza nel mondo, a riconoscere che Dio ha già chiaramente accolto le persone LGBTQ+ nella piena comunione, ed è ora responsabilità della Chiesa onorare semplicemente questa realtà e gioirne.

La posizione delle varie confessioni cristiane si sta ammorbidendo. Papa Francesco ha recentemente dichiarato "Chi sono io per giudicare gli omosessuali?". Oggi, molti ordini religiosi e alcuni vescovi prendono spesso decisioni autonome riguardo ai candidati omosessuali al seminario e al sacerdozio. E in molti casi queste persone sono accettate, appunto, al seminario e al sacerdozio. 

In conclusione, il Cristianesimo non condanna assolutamente l'omosessualità. Certe interpretazioni più fondamentaliste possono parlare di "peccato" per quanto riguarda l'atto, ma le persone della comunità LGBTQ+ non devono essere assolutamente emarginate da un'interpretazione fondamentalista e distorta della religione. A riguardo, basti pensare alla storia della signora Rosina e del figlio omosessuale Matteo, raccontata da Padre Maurizio Patriciello.

Ciò esula naturalmente dal discorso dei matrimoni omosessuali, che non afferiscono alla sfera di una discussione teologica. D'altronde il fondatore di Arcigay è stato un sacerdote cattolico, che ha benedetto in Chiesa le unioni omosessuali. La Chiesa di Scozia già sta celebrando matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nulla osta che ciò si allarghi ad altre chiese, magari alla Valdese a breve, poi alla Cattolica e, infine, a quelle più fondamentaliste.

martedì 11 luglio 2023

I deliri miticisti e di Carrier

I deliri miticisti e di Carrier



Chi è il miticista medio? È un personaggio che ha oggettivi problemi. Un complottista. Un terrapiattista frustrato pseudoalternativo.

Il miticista pende dalle labbra di Richard Carrier, improbabile pseudostorico che afferma che Gesù è un mito. Il miticista è quindi un goffo epigono di tal Carrier, personaggio la cui attendibilità è simile a quella di un Biglino, pur trattando i due di argomenti diversi. Il problema è che quando qualcuno interagisce in qualche modo, anche solo per confutarlo, lui lo usa come prova di legittimazione. Tipico comportamento del complottista.

Carrier fa uso del Teorema di Bayes per valutare la probabilità che si siano verificati eventi particolari all'epoca di Gesù. Ad esempio, pondera la possibilità che Gesù fosse un rabbino leggendario nell'ambito del miscuglio di rabbini leggendario e delle informazioni che abbiamo su tale miscuglio. Abbiamo idea del numero di rabbini leggendari e di chi fossero? Per nulla. Ecco perché il teorema di Bayes è inutilizzabile in questo ambito. I "priori" di Carrier sono le ipotesi più convenienti al suo bias cognitivo. Capovolge poi il Teorema di Bayes, capovolgendo clamorosamente la situazione, ergo dando degli incompetenti agli storici accademici degni di tal nome.

Il miticista ha una laurea in discipline classiche, magari filologia oppure antropologia. Non ha alcuna specializzazione sulla storia delle religioni. Non ha compiuto alcuno studio accademico in tal senso. Il suo pensiero è forgiato da idee, per così dire, "alternative". Idee rigettate in maniera strenua, netta e oggettiva nel dibattito accademico. Proprio come Carrier, il miticista attacca preventivamente per difendersi. Crea una storia tutta sua, rigettata dalle fonti storiche e da qualsiasi storico indipendentemente da provenienza o idee religiose. Il miticista però reputa sbagliatissime le conclusioni storiche dei veri esperti del settore. Un po' come il terrapiattista che contesta tutti gli studi consolidati di geodesia, pur di difendere la propria strampalata tesi.

Il miticista ha un gruppo Facebook e un blog. Un gruppo Facebook in cui offende random tutti gli studiosi accademici. Li definisce "folli apologeti", creando un imbarazzante mischione. Il "folle apologeta" può essere il cattolico ma anche l'agnostico. Ad ogni modo questa definizione corrisponde a quella di storico accademico che riporta fatti e dati consolidati sul cristianesimo.

Il miticista non solo non accetta i fatti, non solo li reputa ridicoli dal suo punto di vista complottista, ma offende e banna dai gruppi. In soldoni, il miticista è il nulla mischiato con il niente.

lunedì 10 luglio 2023

Obiezioni a Cinzia Sciuto di Micromega

 Obiezioni a Cinzia Sciuto di Micromega




Cinzia Sciuto è una scrittrice e redattrice della rivista Micromega. Atea militante, Cinzia ha pubblicato il volume «Non c’è fede che tenga». In un'intervista sul libro, ha scritto senza giri di parole "Dio è inutile e pericoloso".

Ripercorriamo alcuni punti salienti di quell'intervista, riportando le nostre obiezioni ad alcune affermazioni dell'autrice. Le critiche saranno effettuate solo ed esclusivamente nel merito. Si può attaccare l'idea, con fermezza e completezza di motivazioni, ma sempre con educazione e mai offendendo o denigrando la persona.

"Una filosofia che non si ponga limiti nella ricerca e nell’elaborazione non può essere compatibile con l’ipotesi di un Dio personale, buono, onnisciente e onnipotente, che interviene nelle vite degli esseri umani".

La pensavano in maniera opposta personaggi che hanno fatto la storia della filosofia. Già ai tempi di Aristetele, se si può così dire. Parliamo poi di Anselmo, Agostino, Tommaso, tra coloro che hanno presentato "prove" che, a distanza di svariati secoli, non sono state smontate. In particolare quelle dell'Aquinate, che hanno resistito alla grande alle confutazioni di Kant, tra l'altro uno che era tutt'altro che non credente. Pensiamo poi a Kierkegaard, Leibniz, Berkeley, Bonhoffer, Edith Stein, Wolf, etc. Il periodo contemporaneo ci consegna epistemologi come Lane Crage e Plantinga, due personaggi chiave nel dialogo tra credenti e non credenti.

"Io ribalterei la domanda: dimmi tu per quale motivo sei credente, dimmi quali prove hai dell’esistenza del tuo Dio. L’onere della prova spetta sempre a chi sostiene che esiste qualcosa la cui esistenza non è però universalmente riconosciuta perché non è esperibile da tutti sul piano fenomenologico".

Ne abbiamo ampiamente dibattuto qui. SPOILER: per onestà intellettuale, la questione dell'onere della prova non si pone, come spieghiamo, ragion per cui non la rigiriamo agli atei.

"Nel caso di Dio, il bisogno deriva da alcune predisposizioni caratteristiche degli esseri umani e oggi indagate dalle scienze cognitive. ’essere umano, a differenza degli altri animali, è consapevole di sé, della propria esistenza e anche della propria mortalità. La coscienza della propria finitezza è alla base del bisogno di trascendere quella stessa finitezza. Questo bisogno è alla base di tutte le straordinarie elaborazioni intellettuali, letterarie, filosofiche e anche religiose dell’essere umano. Tuttavia questo bisogno non dimostra che in questa dimensione trascendente esista davvero qualcosa al di là di quelle stesse elaborazioni".

L'essere umano è l'unica entità, almeno nel sistema solare, consapevole di questi elementi. L'unico capace di viaggiare con mezzi a distanze siderali, l'unico capace di comunicare a parole, di trasmettere messaggi, di creare una civiltà, di esplorare lo spazio e altri pianeti e milioni di altre cose. 

Sto rigirando quindi le considerazioni. No, come afferma giustamente Cinzia, ciò non dimostrare l'esistenza di tale dimensione trascendente ma, visti anche altri segnali (non mi riferiscono a presunti miracoli e presunte apparizioni), come si può escludere che ciò conduca verso il Trascendente?

"Non la escludo [la presenza di Dio] come non escludo la possibilità di ricominciare a credere a Babbo Natale. Nella vita può accadere di tutto, perfino di perdere il senno".

La differenza è abissale. Possiamo concludere con oggettività, viste le testimonianze tangibili, che Babbo, Natale, gli Unicorni e la Teiera di Russell sono prodotti creati dall'essere umano. La causa prima, il motore immobile dell'universo, è tutt'altra cosa. O siamo frutto del caso (sì, il famoso vuoto quantistico sarebbe casuale) o di un'entità intelligente: tertium non datur. Ci riallacciamo al discorso sul non senso dell'onere della prova, espresso in un altro articolo sul blog.

"L’esistenza umana può avere un senso soltanto se Dio non c’è". 

Invece questo senso lo trovano perfettamente sia credenti che non credenti, partendo da due prospettive diverse (non necessariamente opposte). Sarebbe disonesto intellettualmente affermare che senza Dio l'esistenza non abbia un senso. Dissento completamente anche sul contrario. 

No, il credente non è "sollevato dalla responsabilità delle proprie azioni". E non per la "paura di una punizione" o per le conseguenze nell'Aldilà, bensì perché siamo costantemente responsabili per azioni che esulano dal discorso del Trascendente. La responsabilità di prenderci cura degli altri, guidare con attenzione e disciplina, mangiare, bere, studiare, lavorare, etc, è comune a qualsiasi persona di qualsiasi estrazione.

"L'esistenza di Dio inficia la possibilità di avere un comportamento autenticamente morale. Per cominciare, una condotta virtuosa fondato soltanto sul desiderio di una ricompensa futura perde tutto il proprio valore etico". 

In totale disaccordo, come in disaccordo con il contrario, ovvero con il pensiero secondo cui senza Dio non vi sarebbe etica e morale. Per il vero credente cristiano il Vangelo e gli insegnamenti di Gesù dettano delle regole, coincidenti con altre visioni morali Gesù corrobora questi valori universali e ne definisce altri che poi diventano il faro delle civiltà future. 

L'essenza del Cristianesimo è dato dall'amare una persona proprio per l'atto di amare in sé, non perché "ne ho bisogno", ergo non per un interesse personale o una ricompensa. Il fatto che molti di questi valori (tra cui la lotta alla ricerca sfrenata del denaro, della bellezza, del potere, etc) siano accolti dai non credenti non inficia certo il messaggio religioso tantomeno implica che la condotta virtuosa sia fondato esclusivamente sulla ricompensa nell'Aldilà. Al contrario! Sarebbe agli antipodi del messaggio cristiano.

"La più lampante [contraddizione] è quella della teodicea, cioè il problema della presenza del male e della sofferenza" [Cinzia poi ritiene che il peccato originale sia una risposta sbagliata alla questione della teodicea]".

Certo, è una chiave di lettura che può essere ritenuta assolutamente errata. Non vi è una risposta univoca alla questione della Teodicea, in soldoni "il problema del male". Lasciando da parte il discorso del "peccato originale", che non è affatto una motivazione ben consolidata, Leibniz afferma che libertà assoluta e perfezione morale insieme sono incompatibili. Il filosofo tedesco ritiene che Dio ha creato le leggi del mondo prevedendo che "tutte le perfezioni riescono a massimizzarsi nei limiti imposti dalla presenza di tutte le altre". 

San Tommaso d'Aquino parla poi del problema del male come propedeutico a un bene maggiore. Kant rinuncia ad affrontare il tema della teodicea da un punto di vista razionalistico. Si arriva alla conclusione che la logica di Dio in tal senso si imperscrutabile.

 Il credente ritiene che la salvezza delle vittime del "male innocente" avvenga nell'Aldilà. L'episodio di Erode (Vangelo di Matteo), di carattere midrashico, spiega perché il Male e il Dolore non possono vincere fino in fondo. Sempre San Tommaso d'Aquino sposta la questione sul concetto di "Bene": perché ci soffermiamo solo sul Male, quando invece in questo mondo abbonda anche il "Bene"? Perché l'essere umano è l'unica entità nel "sistema solare tangibile" (copyright del sottoscritto) a riuscire a comprendere il concetto di Bene? 

Ho risposto in maniera estremamente sintetica, riportando solo alcune delle considerazioni di illustri filosofi (eh sì, filosofi credenti che hanno fatto la storia della disciplina), ribadendo tuttavia l'imperscrutabilità del Divino in tal senso. Ribadisco altresì che il credente ha fede che queste vittime innocenti abbiano giustizia nell'altra vita.

"Io sono convinta che, se si parlasse in maniera aperta, seria e approfondita con i fedeli, si scoprirebbe che sono quasi tutti atei. I preti sono i primi a non crederci, secondo me. Perché, quanto più studi e approfondisci, tanto più fatichi a credere con una convinzione profonda e intangibile".

Fermo restando la presenza di "finti credenti", persone che sono "culturalmente cristiane" o gente con i paraocchi, per quale motivo chi studia e approfondisce dovrebbe diventare ateo e faticare a credere? La fede non si basa su un concetto tangibile, ma arrivi a una conclusione frutto di conoscenze e concetti appresi. L'esistenza o l'inesistenza di Dio NON sono esperibili con il metodo-scientifico o razionale. 

Tante persone che portano avanti un lungo processo di studio e pensiero (come umilmente il sottoscritto, o tanti filosofi e scienziati di ben altro spessore) arrivano a corroborare la propria fede in Dio o a passare dall'antiteismo al teismo (o alla religione). Naturalmente può succedere anche l'opposto. Perché i sacerdoti degni di tal nome (non coloro che "corrompono" il messaggio cristiano rendendosi protagonisti di atti ignobili), hanno questa fede? Perché sono convinti dal messaggio teologico, dalle spiegazioni storiche del Cristianesimo, che ritengono la resurrezione un evento definito "plausibile" storicamente. 

Tanti insigni scienziati (pensiamo a Marco Bersanelli, uno dei più grandi astrofisici a livello mondiale) considerano le meraviglie dell'universo perfettamente combacianti con il concetto divino.

"È utile mettere in discussione le religioni, perché la fede è un ostacolo al pensiero critico, razionale, scientifico e va a detrimento dell’intera società". 

La storia dice ben altro. Avicenna e Averroè, musulmani, entrambi illustri scienziati e filosofi, hanno dato un importantissimo impulso alle scienze e al pensiero critico. Galileo, lui sì osteggiato, dalla Chiesa, rimase un fervente cattolico. Lo storico David Lindberg dimostra che i primi studi che narravano un presunto osteggiare delle scoperte scientifiche greco-romane da parte dei cristiani erano assolutamente "falsi". Lindberg ribadisce che «non c'era appena uno studioso cristiano del Medioevo che non ammettesse la sfericità [della Terra] e che non conoscesse la sua circonferenza approssimata». Affermazione condivisa anche dallo storico contemporaneo Barbero.

Hendrik Cohen spiega che «la prima scienza moderna emerse a causa della combinazione del pensiero greco e di quello biblico». Richard Jones afferma che «il Cristianesimo elevò grandemente l'importanza della scienza approvandola e religiosamente legittimandola nel periodo medievale, e che questa religione creò un contesto sociale favorevole perché la scienza potesse crescere». Rodney Stark è certo che «la teologia cristiana fu essenziale per il sorgere della scienza».

La Bibbia non è un libro scientifico. L'equivoco è dato dalla manipolazione che se ne va, spacciandolo per tale. Pensiamo ai "creazionismi americani" e a tanti che, con le loro intemerate, creano un danno al Cristianesimo, facendo sì che neo positivisti e scientisti trovino terreno fertile. 

Già in San Tommaso d'Aquino si riscontrano pensieri volti all'evoluzionismo, esperibili nelle "cause prime" e "cause seconde". Apertissimo a questa possibilità anche Sant'Agostino (ex manicheo, convertitosi al cristianesimo, a seguito dei suoi studi) che richiama le "ragioni seminali", ovvero ritenendo che Dio abbia lanciato il seme. John Zam è stato tra i primi a parlare esplicitamente di "evoluzione teistica". Francisco J. Ayala, recentemente deceduto, è considerato tra i principali evoluzionisti al mondo. Fervente cattolico anche lui, ha recentemente tenuto una conferenza dal titolo "Il dono di Darwin alla scienza e alla religione". Ayala è stato membro dell'Accademia dei Lincei e dell'American Academy of Arts and Sciences, tra le altre prestigiosissime accademie.

Le tesi di conflitto tra scienza e religione sono sorte nel periodo post-illuminista con John William Draper e Andrew Dickson White. Si rammenta l'episodio di Galileo. Lo storico della scienza Gary Ferngren sostiene che «sebbene immagini popolari di controversi continuano a esemplificare la supposta ostilità del Cristianesimo alle nuove teorie scientifiche, gli studi hanno mostrato che il Cristianesimo ha spesso coltivato e incoraggiato sforzi scientifici, mentre in altri tempi i due sono coesistiti senza tensioni o tentativi di armonizzazione. Se Galileo e Scopes vengono in mente come esempi di conflitto, essi erano l'eccezione piuttosto che la regola». Questo conflitto è oggigiorno rigettato praticamente dalla totalità di storici e scienziati, anche quelli non credenti. L'agnostico Stephen J. Gould parla ad esempio di "magisteri non sovrapponibili".

Altro esempio è dato dalla Royal Society, celebre associazione scientifica inglese fondata nel 1662, in cui pullulavano membri ecclesiastici e ferventi cristiani. Per non parlare poi delle scoperte portate avanti da illustri scienziati religiosi, molti dei quali di nazionalità italiana. Stoppani, padre della geologia italiana, fu un sacerdote nonché estensore di testi circa l'armonia tra scienze e creato. Pensiamo poi a Guglielmo Marconi o Maria Gaetana Agnesi.

Qualcuno obietta affermando che si riusciva a studiare solo se afferenti al clero e questo clero aveva potere. Allora i tanti pensieri filosofici e teologi lasciati in eredità da questi illustri scienziati sono frutto di un copione recitato. Premi Oscar ante litteram?

domenica 9 luglio 2023

Dio e il non senso dell'onere della prova

 


Dio e il non senso dell'onere della prova

La questione dell'onere delle prove dell'esistenza di Dio ha acceso il dibattito da millenni. In ambito religioso sono state presentate le cosiddette "prove dell'esistenza di Dio", tra gli altri, da Anselmo d'Aosta, Tommaso d'Aquino, Godel, Cartesio e Sant'Agostino. Prove oggetto di obiezioni da parte di Kant, a sua volta oggetto di contro-obiezioni.

Il concetto di Dio trascende la nostra esperibilità, ragion per cui non è possibile provarne l'esistenza o l'inesistenza a livello logico o scientifico. Fanno orrore certi commenti del tipo "Hawking con la teoria del tutto ha provato l'inesistenza di Dio" oppure "L'evoluzione nega Dio". Danni dello scientismo, una delle piaghe degli ultimi secoli. Illustri evoluzionisti come Kenneth R. Miller, Martin A. Nowak, Francisco J. Ayala e Joan Roughgarden sono ferventi cristiani e spiegano come non vi sia alcuna incompatibilità - tutt'altro! - tra evoluzione e Cristianesimo. Anzi, Miller è uno strenuo oppositore dell'Intelligent Design (proprio come San Tommaso d'Aquino) e del Creazionismo.

Per contro, le meraviglie del creato, la coscienza, la sofisticatezza della cellula, le leggi fisiche sono sicuramente forti indizi, ma non sono "dimostrazioni inconfutabili" a livello logico e scientifico.

Naturalmente non ha senso il leitmotiv secondo cui "L'onere della prova spetta a chi afferma un qualcosa". Si può rigirare il discorso con "L'onore della prova spetta a chi afferma che siamo frutto di un vuoto quantistico o del nulla". Pertanto, credenti e non credenti sono pari, ragion per cui la questione dell'onere della prova è assolutamente insensata, non spettando ad alcuna delle fazioni. 

In primo luogo, va sottolineato che non si tratta di una controversia legale, in cui il magistrato deve ripartire l'onere probatorio tra le parti e giudicare svantaggiosamente quella che non assolve l'onere della prova. La legge è efficace per la soluzione dei conflitti legali, ma il suo metodo non dovrebbe essere applicato indiscriminatamente ad ogni cosa che esiste nel mondo. In particolare, è importante ricordare che un qualcosa non diventa "falso" perché il suo sostenitore non è riuscito a dimostrarlo in tribunale: è perfettamente possibile che qualcuno non assolva all'onere della prova e tuttavia, di fatto, la sua affermazione possa essere del tutto vera. Per dirla con i termini più generali che sono diventati famosi: l'assenza di prove non è la prova dell'assenza. La frase, tra l'altro, è di Carl Sagan, che non è esattamente un fanatico religioso.

Il problema, quindi, non è che i credenti in Dio si esimono dal presentare agli scettici le "ragioni della loro speranza". Il problema è che la cosmologia scettica rifiuta a priori tutto ciò che è incompatibile con essa - e in questo è indistinguibile da qualsiasi altra religione. Il pensiero ateo non ammette l'indagine metafisica, e questo non perché la metafisica manchi di rigore metodologico o di portata intellettuale, ma semplicemente perché la metafisica è, in linea di principio, incompatibile con il pensiero ateo.

Infine, terzo - e più importante - se è generalmente vero che l'onere della prova spetta a chi sostiene la tesi, ci sono alcune importanti eccezioni a questo principio. Una cosa è l'affermazione isolata e stravagante di Sagan secondo cui nel suo garage ci sarebbe un drago invisibile. Un'altra cosa è la convinzione che ci sia uno (o più) Dio responsabile della creazione. Le due cose non sono, assolutamente sullo stesso piano epistemologico; e chi non l'ha ancora capito deve uscire con urgenza dalla setta atea in cui si è rintanato e prendere almeno in considerazione la possibilità che ci sia vita intelligente al di fuori della sua ristretta cerchia di riferimento intellettuale.

La scienza non può assolutamente confermare o negare l'esistenza di Dio, afferendo a un altro ambito. Il paleontologo ed evoluzionista Stephen J. Gould parlava di Magisteri non sovrapponibili. Scienza e religione non possono essere sovrapposte. Possono dialogare, camminare insieme ma si tratta di ambiti separati.

Si ritorna quindi al punto iniziale. Dio non è esperibile dall'essere umano. Il suo concetto afferisce l'ambito della Fede. Margherita Hack affermò di preferire un "atto di fede nel Nulla", a dimostrazione che il concetto dell'onere della prova è del tutto insensato, non spettando quindi a nessuna delle parti in causa.

PS Lasciateci in pace con argomenti che qualsiasi filosofo o scienziato serio aborra, robe di una stupidità atroce tipo "la teiera di Russell" e "il mostro degli spaghetti volante". Che cos'è l'Orologiaio cieco di Dawkins se non un'ipotesi metafisica alternativa alla Quinta Via tomista? In che modo le diatribe di Christopher Hitchens contro le religioni nel suo "Dio non è grande" sono diverse dalla tradizionale apologetica religiosa che mira a presentare la propria visione del mondo superiore alle altre? 

Il contro-ragionamento che Dawkins - sempre lui - tenta di presentare alla teologia naturale nel suo "Dio, un'illusione" non è forse il riconoscimento simultaneo sia del fatto che i credenti hanno storicamente presentato prove a sostegno delle loro credenze sia che i non credenti hanno bisogno, allo stesso modo, di dimostrare il loro punto di vista?

La cosmologia del dubbio è essa stessa un'affermazione e deve quindi essere dimostrata. Inoltre, si tratta di un'affermazione straordinaria: come può la nozione dell'esistenza di Dio essersi generalizzata, in modo spontaneo e indipendente, in tutta l'umanità? Come può l'ordine sorprendente dell'universo essere sorto a caso da tutte le infinite possibilità di formazione dell'esistenza? Perché esiste qualcosa e non il nulla? Come possono esistere e continuare a esistere cose che non hanno in sé la ragione della propria esistenza? I sostenitori dell'ateismo cercano continuamente di proporre argomentazioni in difesa delle loro convinzioni. Non si può, tuttavia, assolutamente sostenere che essi siano riusciti a dimostrare le loro affermazioni con il rigore richiesto dall'argomento. Ragion per cui la questione dell'onere della prova in tale contesto rimane una questione di lana caprina.

venerdì 7 luglio 2023

I pensieri pericolosi partoriti dal capitalismo estremo

 


 

I pensieri pericolosi partoriti dal capitalismo estremo


Si può affermare che gli albori del capitalismo sono ravvisabili in seno al Cristianesimo. Basti pensare ai monaci benedettini, come descrive Rodney Stark, noto sociologo e scrittore statunitense deceduto nel 2022.

«[I monaci] mutarono le loro economie di sussistenza rendendole altamente produttive, e loro stessi divennero protagonisti specializzati di reti di scambio commerciale in rapida espansione».

Le banche e le repubbliche marinare e, al seguito di esse, una sfilza di commercianti e banchieri, si sono sviluppate nel contesto cristiano dell'Italia post anno 1000. Un'Italia che disponeva delle migliori scuole contabili al mondo e godeva di un'economia avanzatissima.

Se da un lato il Cristianesimo incentiva la creazione di ricchezza per metterla al servizio delle persone (“Chiunque lavora è meritevole della sua mercede”, Matteo 10-10), dall'altro lato mette in guardia sull'avidità: “è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”.

Nell'ambito del Cristianesimo sono nati monte di pietà e monte dei pegni, così come il dovere morale di aiutare il povero e il malato. L'Islam ha mutuato questi concetti proprio dal Cristianesimo nel corso dei secoli. Vengono condannate la ricerca del guadagno fine a sé stesso e l’accumulazione illimitata, rammentando in continuazione la natura spirituale dell'uomo.

Piccola ma doverosa parentesi. La storia insegna che in tanti si sono macchiati di crimini "nel nome del Cristianesimo". Ovviamente il cristianesimo non coincide con la Chiesa cattolica, che è un'istituzione umana, troppo umana. Naturalmente vanno prese le distanze da Karlheinz Deschner, studioso denigrato in ambito accademico, ma pagato da mecenati tedeschi per screditare tout court la Chiesa. Va da sé che qualsiasi nefandezza commessa, giustappunto, "nel nome del Cristianesimo" è agli antipodi del messaggio cristiano e dei valori proposti. Per farla breve e semplificando al massimo il concetto, sarebbe come attaccare la comunità afroamericana per alcuni crimini di alcuni esponenti di tale comunità. Una comunità fiera, gloriosa e ricca di valori, pronta a spezzare le catene e a farsi valere.

Tornando a noi, il capitalismo ha assunto una visione distorta nel corso poi dei secoli. In ambito anglosassone ha acquisito connotati distopici, come raccontava Edmund Burke.

«Noi non abbiamo alcun tipo di pregiudizio compensativo, di quelli grazie ai quali una fondazione di carità compensa nel tempo i poveri per la rapina e l’ingiustizia di un giorno. L’Inghilterra non ha eretto chiese, né ospedali, né palazzi, né scuole; l’Inghilterra non ha costruito ponti, non ha fatto strade…Ogni conquistatore di qualsiasi altro genere ha lasciato dietro di sé qualche monumento, di Stato o di beneficenza. Fossimo scacciati oggi dall’India non resterebbe nulla per dire che è stata posseduta, durante l’inglorioso periodo del nostro dominio, da qualcosa di meglio di un orangutang o di una tigre».

Ai tempi di Enrico VIII i britannici portarono avanti un colonialismo duro e puro. In seno al protestantesimo si affermò poi il famigerato malthusianesimo. Le teorie di T.R. Malthus negavano qualsiasi assistenza ai poveri, visti come una sorta di parassiti da estirpare. Malthus era nemico dei sussidi e dell'assistenzialismo. In ambito anglosassone sparì completamente la prima idea di capitalismo, volta a creare una ricchezza che giovasse all'intera economia, senza dimenticare le persone più deboli e fragili. Affarismo, legge del più forte, menefreghismo furono alla base di questa degenerazione.

Una degenerazione che ha poi pervaso il materialismo ateo dei socialisti. Arrivò poi il turno di Karl Marx, che ribadì la supremazia dell'economia. Lo stato era di fatto capitalista, si puntava al progresso selvaggio senza diritti e protezioni per i lavoratori, lotta ai sindacati e chi più ne ha più ne metta. In pratica il comunismo agì come il capitalismo borghese, ovvero negando diritti fondamentali al popolo.

Lampante la critica del celebre economista J.M Keynes al Marxismo.

«I principi del laissez-faire hanno avuto altri alleati oltre i manuali di economia. Va riconosciuto che tali principi hanno potuto far breccia nelle menti dei filosofi e delle masse anche grazie alla qualità scadente delle correnti alternative: da un lato il protezionismo, dall'altro il socialismo di Marx. Queste dottrine risultano in fin dei conti caratterizzate non solo e non tanto dal fatto di contraddire la presunzione generale in favore del laissez-faire, quanto dalla loro semplice debolezza logica. Sono entrambe esempio di un pensiero povero, e dell'incapacità di analizzare un processo portandolo alle sue logiche conseguenze.[...] Il socialismo marxista deve sempre rimanere un mistero per gli storici del pensiero; come una dottrina così illogica e vuota possa aver esercitato un'influenza così potente e durevole sulle menti degli uomini e, attraverso questi, sugli eventi della storia».

Tutte queste deturpazioni particolari hanno portato, di fatto, a un capitalismo distopico, deturpato ed estremo. Non ci si riesce a immedesimare nel povero, nel bisognoso, nell'ultimo. Colui che sposa questo capitalismo moderno attribuisce al povero le colpe della sua condizione. "Il lavoro c'è, è lui che fa lo schizzinoso". Eh no, la persona non vuole essere sfruttata. E, nella stragrande maggioranza dei casi, se si fa sfruttare è perché è costretto dalla situazione personale e dalla contingenza economica.

Non di rado osserviamo veri e propri "negrieri" e sfruttatori possedere beni di lusso e auto di grossa cilindrata e di ultimissima generazione. Personaggi che, con l'alibi dell'elevata imposizione fiscale, negano diritti base ai lavoratori, tra cui talvolta un contratto, ferie, dispositivi di sicurezza obbligatori per legge. E chi più ne ha più ne metta. Proprio per questo motivo gli estremisti di ambo le fazioni, destra e sinistra, non sono solo distorsioni ma rappresentano dei veri e propri pericoli per la civiltà, il progresso, l'umanità e i valori morali e spirituali.

La religione è l'occhio dei popoli

Il ritornello di Marx secondo cui la religione è "l'oppio dei popoli" è più fastidioso di una zanzara. L'espressione è tra...