Covid, guerra, cambiamento climatico: grande reset?
Doverosa premessa: il sottoscritto reputa covid, guerra e cambiamento climatico problemi effettivi e seri
L'Antartide ha registrato la temperatura più bassa dal 2017 (-83,2 gradi celsius). Per contro, il record nazionale di calore (52,2 gradi celsius) è stato battuto a Sanbao (Cina) il 16 luglio. Evidenze in base alle quali non si può negare il cambiamento climatico, fatto inoppugnabile.
Ma cos'è il "grande reset" o "grande ripristino"? Si tratta di una proposta del World Economic Forum (WEF) per rilanciare l'economia mondiale a seguito della pandemia di covid-19. Klaus Schwab, fondatore appunto del WEF, ha avanzato la proposta assieme all'allora Principe Carlo, divenuto poi re. Per le teorie del complotto, il grande reset sarebbe il preludio al Nuovo Ordine Mondiale in cui una cerchia ristretta di personaggi appartenenti alle élite prenderebbe il controllo del mondo.
Covid, guerra e cambiamento climatico sarebbero, giustappunto, i pretesti per portare avanti questo reset e instaurare il Nuovo Ordine Mondiale. Teorie additate come complottiste e senza alcun fondamento. Da parte mia credo che ci sia tantissimo di ricamato e che le fake news complottiste possano essere facilmente smentite. Eppure non sempre tornano i conti della narrazione ufficiale.
Il sottoscritto ha deciso di vaccinarsi contro il covid e lo ha fatto nel 2021. Ha preso il covid a Natale 2020 prima che venissero commercializzati i vaccini su larga scala. Fermo restando la fiducia nel vaccino, non posso non constatare che i virologi star e tanti divulgatori scientifici sono usciti con le ossa rotte da questa storia.
La sicumera con cui si esprimevano è inversamente proporzionale alla fallacia delle previsioni. Personaggi che prima negavano il pericolo poi millantavano un'efficacia pressoché totale dei vaccini. Ciò ha fatto sì che troppa gente allentasse l'attenzione, provocando ulteriori contagi e, quindi, decessi. Questi personaggi prima sottovalutavano il problema, poi hanno paventato scenari catastrofistici. Oramai non si parla più di emergenza covid da oltre un anno.
Il focus è passato sulla guerra. Anche qui, spinti da propaganda becera multifazione, sono spuntati come funghi dei superesperti politologi. Putin veniva descritto come un pazzo scriteriato, pronto a premere il grilletto dell'atomica da un momento all'altro. Veniva diffuso come reale lo scenario di "inverno nucleare" e Russia che avrebbe gettato armi nucleari sull'Ucraina e sul resto del mondo. La popolazione mondiale era terrorizzata.
A un anno e mezzo oramai dall'inizio della guerra, certe previsioni sono state clamorosamente smentite. Un rigattiere può avere più attendibilità in materia di guerra rispetto a personaggi cui vengono elargite ingenti somme per fare propaganda di regime. Fatto sta che Putin è un assassino freddo calcolatore, ma non un pazzo. Oltre un anno fa venivano diffuse fake news di una sua morte imminente.
Intanto la guerra si sta protraendo. La NATO è sempre vigile e l'Ucraina è pronta a riprendersi i territori. Si parlava di dissoluzione della Russia e risorse fino ad agosto 2022. Come se, appunto, ci trovassimo al cospetto di un gruppo di matti e/o incompetenti. Sarà una lunga partita a scacchi. Adesso Mosca è pronta al dialogo ma Kiev rifiuta. Una partita a scacchi, che si chiuderà con il classico "abbandono" e senza "armi nucleari", a differenza di quanto paventato da qualche terrorista dell'informazione.
Stesso discorso per la comunicazione sul "cambiamento climatico". Anche in questo caso i cosiddetti "divulgatori scientifici" fanno a gara a chi la spara più grossa. A seconda della prospettiva o del punto di vista, il Paese che inquina di più è un Paese diverso a seconda di chi diffonde la notizia. Per gettare ulteriore terrore, vengono rilevate temperature sull'asfalto. Chiunque dotato di un minimo di alfabetizzazione riconosce che l'asfalto può avere temperature anche di 60 gradi, soprattutto quando non vi sono alberi a protezione.
Vi è poi la fazione opposta della disinformazione, cui appartengono coloro che negano o minimizzano il cambiamento climatico. Basta osservare dati empirici (fermiamoci semplicemente agli eventi estremi accaduti in Italia a luglio 2023) per appurare che questo cambiamento climatico è reale è che vi è un'incidenza dell'essere umano.
Fino a che punto tale incidenza è di origine antropica? Domanda da un milione di dollari. I dati che si leggono sono contrastanti e perlopiù propagandistici. Da una fazione all'altra. Ciò è tuttavia irrilevante sui provvedimenti futuri. L'uomo può ancora invertire la situazione. Eppure i decisori e alcuni scienziati millantano improbabili misure come "mangiare insetti", "cuocere la pasta fuoco spento", "fare docce sempre più brevi", "usare l'elettrico".
Loro intanto si recano ai summit per il clima utilizzando inquinantissimi jet, mangiano aragoste e sprecano cibo, si muovono su auto private di grossa cilindrata, ovviamente a diesel o benzina.
Esortano le persone a effettuare questa fantastica transizione all'elettrico. Ci sono movimenti, in primis il famigerato "Ultima generazione", che cavalcano l'onda, spinti dal famoso Climate Emergency Fund, per stessa ammissione del movimento italiano. Chi sono questi filantropi dietro al CEF? Basta pigiare il ditino su Google per comprendere che questi personaggi non possono non essere animati da un mero spirito ambientalista o senso civico.
Tanto chi se ne frega degli africani. Per questi figuri l'Africa può anche crepare, con i suoi abitanti e le sue foreste. E lo si evince non da siti complottisti, ma da un articolo di Repubblica (non proprio una testata anti-sistema) che cita l'ONU. "Due più due fa quattro", come dice il vecchio adagio.
L'incidenza antropica non la sapremo mai. Il divulgatore 2.0 assume le vesti del mago Otelma o di un bookmaker qualsiasi. Tutti dati certissimi e incontrovertibili, ma in contraddizione tra loro. La cosa certa è che il problema del cambiamento climatico è reale e qualsiasi negazionismo è fuori luogo. Coloro che si riempiono la bocca di buoni propositi, e agiscono all'opposto, danno purtroppo un pessimo esempio, innescando questa spirale di critiche e complottismo.
Altra considerazione: sapete quali sono le categorie religiose maggiormente ossessionate dall'incidenza antropica sul cambiamento climatico? Atei e cattolici. I primi sono i promotori della "religione verde", seguaci di Greta e affini. I secondi seguono pedissequamente quanto impartito dal Vaticano e dal Papa. Si "pappagalleggia" all'ennesima potenza.
Pertanto, si possono nutrire dubbi e riscontrare incongruenze rispetto alla narrazione ufficiale pur non credendo a un Nuovo Ordine Mondiale. Sembra tuttavia palese che non tutto che ci viene propinato dai mezzi di informazione mainstream e dai bardi e dai guitti allineati possa essere reputato veritiero.
A questo punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto...