Chi ha titolo per parlare del Gesù Storico
Lo storico del cristianesimo deve essere contraddistinto da un agnosticismo metodologico, naturalmente differente da un agnosticismo ideologico. Nel senso che va seguito il metodo storico critico senza farsi influenzare dal credere o non credere in Dio o nella Divinità di Gesù.
Il lavoro dello storico non può farsi condizionare da qualsivoglia aspettativa di stampo teologico, trattandosi di due piani separati. Uno storico può essere anche teologo, ma deve tenersi alla larga da qualsiasi bias cognitivo. Ciò vale per coloro che studiano il Gesù Storico partendo da una prospettiva di fede cristiana, ebraica, musulmana, agnostica, atea, deista, teista in generale, etc...
Non ha alcuna rilevanza il fatto che la maggioranza degli storici del cristianesimo sia di fede cristiana. Può avere autorevolezza anche uno storico ateo o agnostico. Teoricamente può arrivare a scoperte straordinarie o ad essere considerato il migliore al mondo.
Basti pensare a Mauro Pesce, storico di una certa fama che, sulla base delle proprie conclusioni storiche, mostra scetticismo sulla questione della "tomba vuota". Se la "morte in croce" è un fatto storico ritenuto tale da tutti gli studiosi in ambito accademico, una percentuale non ritiene la "tomba vuota" un dato accertato.
La storia verifica in maniera critica la veridicità dei fatti un racconto e li selezionata. Agisce in maniera imparziale e scevra da pregiudizi di qualsiasi sorta. Tantissimi racconti delle scritture sono di carattere midrashico. Uno storico degno di tal nome è in grado di compiere questo discernimento.
Il dibattito accademico accoglie storici di diversa estrazione e con teorie che possono arrivare a divergere. Tali teorie devono tuttavia restare nell'ambito del metodo storico-critico. Un Richard Carrier, che sostiene il "Mito di Gesù" non è accolto in qualsivoglia tipo di dibattito serio, proprio perché le sue teorie sono state dimostrate come oggettivamente errate.
Discorso uguale per il famigerato Mauro Biglino. Lo scrittore torinese, non laureato e senza alcun corso accademico né di storia tantomeno di lingua ebraica, viene spacciato come "traduttore ufficiale delle Edizioni Paoline". Si tratta invece di un editore minore, dal nome simile, il quale non gli ha conferito alcun ruolo di traduttore ufficiale. Le sue tesi sono state confutate da svariati studiosi, tra cui l'ebraista agnostico Giuseppe Cuscito e lo storico cattolico Gianluca Marletta. Tesi che hanno ricevuto un'accoglienza fortemente negativa anche tra gli atei militanti, naturalmente non appartenenti al dibattito sul Gesù Storico.
In conclusione, lo storico analizza i dati, le fonti e ricostruisce il tutto. Purtroppo l'utente medio, a digiuno su questi argomenti, tende a dare a insigni storici accademici la stessa considerazione che si dà a un salumiere in tale dibattito. I fideisti si basano esclusivamente sulla teologia cristiana, non riuscendo a compiere questo discernimento. Molti atei preferiscono invece fidarsi più di un improbabile ragazzino YouTuber. Sic!

Che ne pensa di blog autorevoli o meno come kayros, g.boccaccini,sabato scala,aeropago,e altri che pullulano nei social e nelle librerie?
RispondiEliminaDi Boccaccini tutto il bene possibile
Elimina